7° Sezione
IL MONDO DEGLI SPIRITI (3/3)
SOMMARIO
DOMANDA. Può essere vero che la mente superconscia abbia
a comunicarci attraverso la scrittura automatica, o
medianica, che dir si voglia? Io ho un'amica che è una
cristiana molto devota, una sera andai a visitarla e la
trovai molto soddisfatta della giornata trascorsa,
giudicata un vero successo. Ad un tratto pose il suo
indice destro sul bracciolo della poltrona e chiese: "Sei
d'accordo con me?".
La risposta venne immediatamente; la
mano muovendosi tracciò queste parole: "No, sei stata
petulante questa mattina e piuttosto boriosa nel
pomeriggio". Le chiesi allora se usava la scrittura
automatica di frequente. Mi rispose che alle volte
passavano delle settimane senza che ne usasse; la
risposta era comunque immediata quando riteneva opportuno
porre qualche domanda per cui desiderava un riscontro.
RISPOSTA. No, noi non crediamo che la mente superconscia,
o la memoria superiore, diano delle risposte attraverso
la scrittura automatica. Nella Cosmogonia dei Rosacroce
viene spiegato come la memoria superconscia sia
l'archivio di tutte le facoltà e di tutte le conoscenze
acquisite nelle vite precedenti, che sono però solo
latenti nell'attuale incarnazione.
Queste facoltà e conoscenze sono registrate in modo
indelebile nello spirito vitale e si manifestano
ordinariamente, seppur solo parzialmente, come coscienza
e carattere. Esse costituiscono, e animano, delle forme
pensiero che a volte agiscono come consiglieri ed in
altri momenti ci costringono a fare delle azioni magari
contrarie alla nostra ragione ed ai nostri desideri.
In molte donne, il cui corpo vitale è positivo, ed in
diverse persone il cui corpo vitale è stato
sensibilizzato mediante una vita pura, di preghiera, e di
concentrazione, la mente superconscia (inerente allo
spirito vitale) riesce a volte a indurre un'azione senza
che vi sia la necessità di dover passare attraverso al
mente. Evitando tale passaggio essa riesce ad eliminare
il pericolo che i processi di pensiero ne alterino le
intenzioni primarie ed imprime se stessa direttamente
sull'etere del corpo vitale.
Tanto più noi riusciamo a recepire le direttive delle
mente superconscia, ed a seguirne le direttive, tanto
meglio potrà comunicare con noi indicandoci la via da
percorrere per realizzarci spiritualmente. La scrittura
automatica, così come le altre pratiche in cui
l'individuo non ha il controllo della situazione, è da
considerarsi una pratica negativa e pericolosa.
Ogni volta che una persona permette ad una entità esterna di
controllarla, non importa in quale misura, sta
semplicemente creando i presupposti per un'eventuale
forma di possessione. Pertanto l'uso della scrittura
automatica, della "ouija board" (tavoletta con numeri e
caratteri alfabetici) e delle altre pratiche similari è
altamente pericolosa.
La cosa più sicura da farsi è lasciare da parte tutti
questi fenomeni di carattere negativo e concentrare
invece le nostre energie nel vivere pienamente la vita ed
eseguire quegli esercizi che ci aiutano ad aumentare la
nostra volontà e le altre qualità positive. A tale
proposito la concentrazione può essere considerata come
una delle pratiche più consigliabili; dovrebbe perciò
trovare uno spazio ben definito nella vita di ogni
aspirante.
La medianità cammina sull'orlo di un baratro in cui luce
e tenebra si confondono. La collaborazione con le schiere
celesti non ricorre a mezzi pericolosi e rudimentali come
la trance ad ogni livello, la telescrittura, il
ricevimento di messaggi medianici, la manifestazione del
cosiddetto "spirito guida". La collaborazione con gli
Angeli è tutt'altra cosa, infinitamente lontana da questi
ingannevoli espedienti.
Se vi è chiaro questo concetto, proseguite serenamente
con la lettura, se pensate di poter sovrapporre
attitudini e pratiche medianiche al lavoro da svolgere
con gli Angeli, meglio chiudere queste pagine e dedicarvi
a qualche altra attività meno pericolosa. Pericolosa per
voi, naturalmente.
Mi permetto di ricordarvi, (ma lo farò in molte
occasioni, a costo di ripetermi) che entità oscure sono
sempre all'ascolto di ogni richiesta umana, e leggono
perfettamente nella mente e nel cuore di ogni individuo.
Se trovano una zona d'ombra dovuta ad egoismo o ambizione
o secondi fini, s'insinuano abilmente con aspetti
rassicuranti e voci flautate. Rammentiamo che alle forze
dei piani extraumani, noi non possiamo nascondere nulla,
nel bene e nel male...
Nello spiritismo vanno considerate due forme di
medianità: quel la effettuabile per mezzo di un medium,
che perde completamente coscienza della sua individualità
durante lo stato di trance, e quella che consente
all'individuo stesso di percepire una qualsivoglia for ma
di comunicazione con esseri disincarnati, in stato di
veglia (da non confondere con la possibilità di entrare
in contatto con dimenSioni sottili all'interno del
proprio corpo, o per mezzo di Viaggi, propria a coloro
che sono iniziati a tale Scienza).
Per quanto concerne la medianità classica, non possiamo
che affermare con categorica serietà la pericolosità del
sistema (in primo luogo per i medium stessi). I medium
tendono nel tempo a perdere sempre più stabilità nel
piano materiale (salvo qualche raro ed equilibratissimo
caso); spesso vivono i loro ultimi anni di vita in uno
stato di soglia con la follia; molti sono divenuti degli
alcolizzati infelici e soli.
Coloro che presenziano a tali sedute dovrebbero rendersi
conto che non possono avere alcuna sicurezza sulla natura
delle entità che parlano per bocca del medium. Il fatto
che talune di queste siano in grado di rivelare agli
interessati eventi che possono essere conosciuti
unicamente da loro stessi, non rappresenta alcuna prova a
favore dell'identità degli spiriti in questione. Un
essere disincarnato difatti, può sondare la memoria
emotiva di qualunque essere umano (anche se non sempre).
Oltre a ciò, come può essere distinta la natura positiva
o negativa di chi si manifesta tramite un medium? Quale
certezza hanno gli osservatori di non trovarsi dinanzi a
energie oscure? Peraltro, questo è l'evento più comune. Non è raro che le
entità in contatto con circoli spiritici assorbano
energia dal medium e dai presenti. Vi è il caso specķfico
di una comunità dedita a opere benemerite (comunità della
quale parlerà un nostro Discepolo in un testo di prossima
pubblicazione), in cui venivano effettuate sedute
spiritiche giornaliere.
Il medium affermava la natura divina di tali comunicazioni. Le entità che prendevano
contatto si presentavano come S. Francesco, gli Apostoli
Pietro e Giovanni, il Cristo stesso, e molti altri.
Questa allegra banda avrebbe potuto limitarsi a sviare
tutti i presenti in direzione di una falsa via, ma
avvenne molto di più. Per qual che anno quelle entità, che
lavoravano per la loggia Nera (medium incluso), tessero
le fila di una complessa struttura magica, basata sulla
coercizione psicologica dei presenti.
Questi, penosamente, erano convinti di seguire gli insegnamenti
del Cristo e dei suoi Discepoli, mentre divenivano sempre
più pesanti, infelici e oscurati (mese dopo mese).
La cosa più tragica che veniva a prodursi, tuttavia, era
che quando una di queste "pecorelle" veniva colta da
dubbi e giudizi sulla congregazione, si trovava a vivere
spaventosi sensi di colpa e una tremenda paura di
ricevere la giusta punizione divina. Così, l'atmosfera
che si respirava nella comunità suddetta risultava simile
a quel la di un lager nazista.
Questa organizzazione, presente in Italia, è ancora oggi
molto nota al pubblico, per il paravento di opere
meritorie che nascondono la realtà di un movimento oscuro
(non conosciuto dalla maggior parte degli ospiti della
comunità medesima). (...)
In linea generale, possiamo affermare che la tendenza a
farsi guidare da ciò che non si conosce è alquanto
pericolosa. L'essere umano deve conseguire una capacità
di percezione indipendente del vero e del falso, che può
raggiungere unicamente per mezzo di un profondo e serio
lavoro su se stesso, opportunamente guidato da chi
conosca realmente la VIA. (...)
In molti casi gli esseri che si manifestano parlano un
linguaggio estremamente edificante all'apparenza, pur
trattandosi (in realtà) di energie oscure. (...) Esistono
pure casi nei quali gli spiriti che si collegano
possiedono una reale natura luminosa. Tuttavia deve
essere ben chiaro che i Maestri non si manifestano mai
utilizzando la medianità di un essere incarnato. Il
livello evolutivo degli esseri che guidano questi gruppi
è pertanto basso, o medio (sempre che si tratti di entità
di luce).
Il Maestro Gesù è l'unico Iniziato della Gerarchia che si
è presentato talvolta agli umani per mezzo della
medianità di un essere incarnato puro e sincero, per
motivazioni che non occorre spiegare. Ma, si badi bene,
su cento casi nei quali un'entità si presenta come il
Maestro Gesù, novantanove sono casi di frode.
Se osservate la natura, potrete constatare che tutte le
creature si procurano una dimora che difendono
gelosamente. Gli uccelli si costruiscono nidi, altri
animali si scavano una buca, una tana, un rifugio, e guai
se un altro cercasse di invadere il loro spazio.
L'ingresso è vietato. E' stata l'Intelligenza cosmica a
spingere tutte le creature a riservare nell'universo un
piccolo spazio per sé, spazio del quale altri non hanno
il diritto di impossessarsi: essa ha voluto così garantir
loro la pace e la tranquillità per mettere al mondo la
loro progenie. Questa è la legge.
Ogni essere ha quindi ricevuto dalla natura il diritto di
possedere una sua dimora, e ciò è vero non solo per il
mondo visibile, ma pure per il mondo invisibile. Anche a
ogni spirito riservata una propria dimora nello spazio
infinito, per cui ogni creatura spirituale occupa un
angolo delimitato e protetto da determinate vibrazioni,
da determinati colori e da una particolare quintessenza,
zona nella quale chi emana vibrazioni contrarie, non può
venire a provocare disordine.
Uno spirito maligno non ha il diritto di penetrare là
dove abita un Iniziato. Un Iniziato può vietare agli
spiriti del male l'ingresso nella sua dimora ricorrendo a
certi simboli, mediante i quali li minaccia di severi
castighi qualora non rispettassero la proibizione, ed è
per questo che appendono sopra la loro porta un
pentagramma.
Quando un Iniziato vuole fare una cerimonia
magica o un lavoro spirituale importante, quando deve
invocare un'entità divina, stabilisce un luogo e lo
consacra per evitarne l'ingresso agli spiriti malefici:
accende una o più candele, circonda quello spazio da un
cerchio, vi iscrive dei nomi sacri, brucia degli incensi,
dopodiché ha in quel luogo purificato le condizioni
migliori per lavorare. Soltanto le entità benefiche hanno
il diritto di entrare, mentre quelle malefiche rimangono
fuori a urlare e a minacciare e, se tentassero di
penetrarvi, verrebbero annientate.
Qual'è la ragione per cui un mago deve accendere delle
candele o dei ceri? Perché prima di intraprendere un
lavoro sacro, una cerimonia magica, si deve far appello
alla luce. La luce deve presiedere ogni cosa, per cui il
mago che deve fare una cerimonia, come pure il sacerdote
che deve celebrare la messa accendono una candela,
affinché la luce sia presente. Quando la luce è presente
le tenebre vengono sopraffatte.
Il mago sa che il fuoco è una porta aperta sul mondo invisibile, poiché
il fuoco rappresenta il limite fra il mondo fisico e il
mondo eterico. Tramite il fuoco è quindi più facile avere
accesso al mondo divino.
Quanto a coloro che utilizzano candele e ceri per le loro
pratiche di magia nera, devono sapere che commettono un
vero sacrilegio. Il fuoco, di cui la mitologia narra
essere stato strappato al Cielo per la salute dell'uomo,
non deve servire a uno scopo qualunque. Vi dirò che,
quando dovete usare una candela, è auspicabile che prima
la consacriate a un'idea o a un'entità celeste, alla
Madre Divina, al Padre Celeste, allo Spirito Santo,
all'Anima universale o all'Arcangelo Mikhael (...).
Nel mondo invisibile la fiamma di quella candela costituirà così
una barriera di luce attorno a voi.
Negli ambienti dove vivono gli uomini vi sono milioni e
miliardi di entità che vanno e vengono, circolando senza
che nessuno se ne accorga. Se non fate nulla per impedir
loro quell'andirivieni gli esseri inferiori, trovando la
porta aperta, possono venire a derubarvi o a commettere
altri guai, e non potrete nemmeno lamentarvi presso la
Giustizia divina, perché vi risponderebbe: "È colpa
vostra, avreste dovuto affiggere un cartello: Vietato
l'ingresso, oppure tendere almeno simbolicamente un
sottile filo metallico."
Se la vostra vigna non è ben cintata, non meravigliatevi se
dei malintenzionati verranno a impadronirsi della vostra uva.
Lo stesso discorso vale anche per i vostri cuori, le
vostre anime e i vostri spiriti; se rimanessero aperti ai
quattro venti senza essere né consacrati, né protetti, né
circondati da una barriera di luce, gli spiriti
tenebrosi, cioè gli indesiderabili, avranno il diritto di
entrare, di combinare dei guai e di andarsene portando
con loro tutti i vostri tesori. Non li si potrà punire,
perché spettava al proprietario prendere le dovute precauzioni.
Come in passato le città e i castelli venivano
protetti da mura e da fossati pieni d'acqua, così anche
il discepolo deve elevare in sé dei muri, delle barriere
e delle fortificazioni. Non avevate mai riflettuto su
questo aspetto? Pare di no, perché siete costantemente
esposti all'andirivieni degli indesiderabili, e poi vi
lamentate di essere stati svaligiati o di sentirvi
tristi, infelici ed esauriti.
Guardate che cosa avviene nella natura: tutte le
creature sono diffidenti. Gli uccelli, gli animali selvatici
e gli insetti, tutti elevano attorno alle loro dimore delle difese,
per impedire di essere scovati e catturati. Come mai soltanto l'uomo è
tanto ingenuo da credere che nessun nemico lo possa
minacciare e di poter essere risparmiato? L'uomo si
protegge soltanto sul piano fisico, mentre è proprio nel
piano invisibile che corre i maggiori rischi.
C'è chi si chiede come sia possibile che il Signore
consenta agli spiriti del male di pene trare in loro e
perché non faccia nulla per proteggerli (...). Che domanda!
Se non provvedono loro a proteggere se stessi perché lo
dovrebbe fare il Signore? Sono regole queste che vanno
apprese e tutti le dovrebbero conoscere! Infatti l'uomo
ha tutti i poteri per opporsi, per dire "no" agli spiriti
delle tenebre, ma è lui stesso che lo deve dire, poiché
nessun altro lo potrà fare al suo posto.
Spetta quindi a voi tener lontane le entità malefiche e
attirare piuttosto gli spiriti luminosi dicendo ogni
giorno: "Signore Iddio, Madre Divina, Santissima Trinità,
tutti gli Angeli e gli Arcangeli, Servitori della luce,
Amici celesti, tutto il mio essere vi appartiene,
dimorate in me, disponete di me per la Gloria del nostro
Padre celeste e per il Regno di Dio sulla Terra."
Ecco che cosa dovete ripetere ogni giorno. Se non lo fate, non
meravigliatevi se altri verranno a dimorare in voi.
Per far sì che la vostra dimora sia protetta è necessario
che voi, come proprietario, abbiate deciso di affidarla
agli spiriti divini; in questo caso, gli spiriti
tenebrosi che vi si erano introdotti a vostra insaputa
saranno obbligati ad andarsene. Finché li tollerate
continueranno ad abusare. Tutto dipende comunque dalla
volontà del proprietario, del padrone di casa. E' la sua
decisione che conta.
Gli Angeli, gli Arcangeli non hanno
nessun diritto di venire a dimorare presso di noi senza
il nostro consenso, in quanto non commetterebbero mai
nessuna violenza. Gli altri invece, quelli che operano
all'insegna delle tene bre, non esitano a penetrare con la
forza.
Mentre gli spiriti della luce sono rispettosi, e per
entrare attendono che li si inviti, gli spiriti del male
sono audaci e senza ritegno. Che diffe renza di
atteggiamento fra le creature di queste due categorie!
L'essere umano che non ha ricevuto un'adeguata
preparazione non sa come agire, e permette che i diavoli
si insedino nella sua dimora, mentre gli angeli rimangono
fuori dicendo: "La casa è occupata, non possiamo
entrare.".
Quindi, se sarete voi a prendere la decisione e
a rivolgervi alle entità celesti pronun ciando le seguenti
parole magiche: "Io sono il proprietario di questa casa,
disponete pure di tutti gli spazi, tutto è a vostra
disposizione", essi diverranno molto potenti e audaci e si
getteranno sugli altri che scapperanno a gambe levate.
Quella che vi ho rivelato è la pura verità, e dovete
sforzarvi di arrivare fino a quel grado di coscienza con
cui ogni giorno pronuncerete queste parole di
consacrazione: "Spiriti luminosi disponete di me, vi dò
tutto di me, consideratemi al vostro servizio." Se volete
potrete aggiungere altre espressioni più poetiche, ma
tenendo sempre presente il fine della vostra invocazione,
terminando comunque con le parole "per la realizzazione
del Regno di Dio sulla terra".
Se non lo precisate, tutto
il vostro essere e la vostra energia potranno essere
utilizzati per altre realizzazioni, per altre attività.
Ma perché proprio la realizzazione del Regno di Dio sulla
terra? Perché questo è il compito che Gesù stesso ci ha
affidato quando diceva: "Chiedete il Regno di Dio e la
sua Giustizia", e soprattutto nel "Padre nostro", "Venga
il tuo Regno, sia fatta la tua volontà, come in Cielo,
così in terra". Con queste parole Gesù ha ripetuto e
ampliato, volendo esten derlo al mondo umano, il principio
di Ermete Trismegisto: "Com'è in alto, così in basso."
Affermando la corrispondenza fra l'alto e il basso,
Ermete Trismegisto ha posto le basi della magia.
La magia altro non è che un paragone fra la terra e il
Cielo. Ecco la definizione più veritiera della magia: un
lavoro in cui terra e Cielo si pongono ininterrottamente
a confronto. Ed è grazie a tale confronto che l'uomo
comprende la portata del lavoro che deve compiere sulla
terra: far vibrare la terra in armonia col Cielo, e far
scendere il Cielo in terra (...).
La realizzazione del divino nella materia: questa è la
magia divina, la teurgia.
Messaggio del Maestro Diwhal Khul
(il Tibetano).
Vi ho consigliato di entrare in contatto con i canali
spirituali che provengono dalla forza di Shamballa. Nel
1952 vi è stato difficile farlo; ora diversi canali sono
stati formati per ampliare il vostro piano di coscienza.
Siete ora al massimo della vostra prova. Qualcuno (colui che
vive una vita quieta e neutrale) supererà la prova.
Altri la continueranno nella prossima vita.
Ricordate che il primo requisito per riuscire è di
essere soli, perché soltanto così imparerete ad essere
liberi. Non vi dovete identificare con gli altri, sia
criticando oppure seguendo gli altri, perchè facendo in
questo modo limitate la vostra libertà e vi immiserite.
Dovete essere coscienti che lo Spirito che fluisce in
voi, e in tutto ciò che vive, è imperituro e onnipotente.
Liberatevi dell'autorità dei maestri, di società
esclusive o segrete, e dei misteri dove non ci sono
misteri, perché non esistono misteri nell'insegnamento
esoterico.
I Maestri dell'Età dell'Acquario non raccolgono seguaci
attorno a sé, non pretendono lealtà e obbedienza, non
chiudono la loro porta agli altri aspetti della verità,
come è stato fatto nel passato, per le particolari
esigenze esistenziali di quei tempi. Se qualcuno insegna,
lo fa' considerando se stesso come il primo studente.
- 1. Articolo apparso su Rays of the Rose Cross (aprile/maggio 1988),
periodico della Rosicrucian Fellowship, Oceanside, Californa, USA.
- 2. Giuditta Denbech, Gli Angeli tra noi,
Edizioni l'Ariete.
- 3. Om Oskraham - Halladhah Hanahat, Luce, Amore, Potere, questa è la Via,
pp. 239-242 - Edizioni Adea, Milano, 1995.
- 4. Omraam Mikhael Aivanhov, Il Libro della Magia divina,
pp. 205-212, Edizioni Prosveta.