La Via del Cuore
La salute da un punto di vista olistico


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Rilassamento & Meditazione

‘State seduti con tutta la maestà inalterabile della Montagna.
La Montagna è completamente naturale e ben stabile sulle sue basi, 
quale che sia la violenza dei Venti che l’assalgono o lo spessore delle Nuvole scure che turbinano intorno alla sua cima. 
Seduti come una Montagna, lasciate che il vostro Spirito si elevi, spicchi il volo e si dispieghi nel Cielo.’

(Sogyal Rimpoche)  

    Tutti i nostri problemi derivano dall'attaccamento, e la meditazione è il mezzo mediante il quale disimpariamo la nostra tendenza all'attaccamento. Quando molliamo la presa, sorge una sensazione naturale di spazio:questa è la meditazione. Lasciar la presa ed aggrapparsi sono entrambi stati della mente;questa mente che quando non stiamo attenti è così gradevolmente, intelligentemente, sofisticatamente ingannevole.
    La meditazione è il sentiero della semplicità, dell'apertura, del mettere a punto, dell'affrontare la mente: usare la mente per domare la mente.
    La base della pratica della meditazione è il rilassamento. E' estremamente importante che stiate comodi e consentiate a pensieri ed emozioni di acquietarsi. Non c'è nulla da raggiungere o portare a compimento così lasciate andare.
    Lasciar andare ogni solennità, e perfino l'idea stessa che state meditando. Lasciate che il vostro corpo rimanga così com'è, e respirate come vi viene, naturalmente.
    Quanto alla mente, la cosa essenziale non è sopprimere i pensieri o troncarli, ma semplicemente lasciarli esistere senza lasciarsene sedurre o distrarre. Non cercate di manipolarli. Se state sognando o pensando... limitatevi a sognare o pensare... se non aggiungete altro carburante, i pensieri si estingueranno da soli...
    Ogni respiro è Vita: semplice, possente, normale e libero. Se espirate e poi non inspirate più siete morti. Limitatevi semplicemente ad essere consapevoli del respiro mentre viene e va: dovreste essere appena presenti ed attenti. Siate con il respiro, fluite con il respiro.
    E' come se foste Nuvole che attraversano il Cielo, o Prati mossi dal Vento: limitatevi ad essere qui. Dopo un po' di tempo che sarete consapevoli del respiro, il respiro stesso, colui che respira e l'atto di respirare diverranno una sola cosa 
tratto da 'Meditazione: cos'è e come praticarla' Sogyal RINPOCHE.

Corso di Rilassamento & Meditazione

Sei sempre di corsa..?

Hai la sensazione di non riuscire a fare tutto quello che devi..?

Hai la sgradevole sensazione di essere nella centrifuga di una grande lavatrice..?

Ti chiedi spesso se la Vita è una corsa ad ostacoli dove non si arriva mai al traguardo..?

Ti piacerebbe fermare, per un po’, il Tempo..?

Ti piacerebbe essere felice il doppio pur facendo la metà..?

Ti piacerebbe uscire dal cestello della lavatrice ed osservare il Mondo..?

Ti piacerebbe riuscire a sorridere proprio nel bel mezzo di una ‘tempesta’ perché sicuro che c’è la farai..?

Ti piacerebbe addormentarti serenamente la sera…e svegliarti contento il mattino..?

E’ sufficiente fermarsi un attimo…

lasciarsi andare…

rilassarsi…

e ritrovare il proprio centro...

ricaricandosi…

riprendere poi le proprie attività, rinati ricaricati ed in ARMONIA con la VITA.!!

C o m e . . ?

Prestami qualche ora…e lo spiego anche a TE.

A cosa serve:

Domenico Antonio Veneziano
Educatore e Insegnante ReiKi, si dedica da vent'anni alla divulgazione e all’insegnamento della Comunicazione, della Motivazione, delle Terapie Naturali, e della Guarigione Olistica.

 

Meditazione

La meditazione è uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva).

La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla mente di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri". È un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali.

Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa. In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di oggetti fisici oppure semplicemente oggetti che riguardano il mondo interiore come emozioni o qualità, oppure immagini o testi sacri. Questo tipo di meditazione è più vicina alla cultura occidentale.

Religioni e filosofie orientali

In certe religioni o filosofie orientali come il Buddismo la meditazione (vipassana, zazen, samatha) è l'atto di osservare (anche attraverso un'azione di riflessione introspettiva) la mente, alla ricerca di un possibile stato di Nirvana.

Detto altrimenti la meditazione è una capacità della mente che favorisce un percorso interiore e che ne è influenzata.

Attraverso la dinamica del modo di operare della mente, si può riuscire a riconoscere la distinzione tra un io egocentrico, che si identifica con l'essere io (nome) e l'Io (sé) in grado di osservare l'osservatore (oggettivizzare il soggetto). Questo metodo comporta quattro stati di coscienza:

·     vedo l'oggetto

·     mi accorgo di vedere che vedo l'oggetto

·     mi accorgo di vedere il vedere che vede l'oggetto

·     assorbimento in uno stato che supera la dualità soggetto/oggetto al di là dell'espressione e della comunicazione convenzionale.

Anche nello Yoga lo stato raggiunto tramite la pratica della Dhyana favorirebbe l'esperienza della "visione" e, ad un livello superiore, dell'illuminazione, ossia della rivelazione della Divinità Onnipresente.

Questo stato di "pura consapevolezza senza oggetto" può essere raggiunto anche con altri generi di pratiche meditative: ad esempio la meditazione trascendentale si basa sulla ripetizione mentale di un Mantra. In ogni caso il termine "meditazione", com'è inteso normalmente nella lingua italiana, si rivela inadeguato a dare un'idea efficace di questo tipo di pratiche: un termine meno impreciso potrebbe essere contemplazione.

Buddhismo

La meditazione nel Buddhismo presuppone una speciale fisiologia che sovraimprime al corpo fisico un corpo immaginario, diviso in Chakra, centri psicofisici che servono a guidare il processo meditativo. Tali centri sono sette: sulla sommità della testa, tra i due occhi, nella gola, all'altezza del cuore,del diaframma, dell'ombelico e dei genitali. Essi sono immaginati come fiori di loto su ciascuno dei quali sono scritte sillabe mistiche di vario colore. Su queste sillabe e sul loro significato si deve concentrarsi durante la meditazione, dopo tuttavia aver perduto coscienza della propria persona individuale ed essersi identificato con determinati piani spirituali espressi simbolicamente con il nome e la figura tradizionale de speciali deità del Mahāyāna.

Piani spirituali e non divinità, poiché nelle scuole Buddhiste non esistono dèi come realtà oggettive; cioè, le divinità dell'olimpo mahayanico hanno soltanto valore di simbolo, come effimere colorazioni della coscienza cosmica nel suo ininterrotto processo di evoluzione e d'involuzione, eternamente in atto e riflesse in ogni creatura viva, in ogni respiro.

Cristianesimo

Nel Cristianesimo la meditazione è una forma di preghiera interiore. Viene fatta in una chiesa o cappella, in presenza dell'Eucaristia, o nel privato della propria stanza. Preferibilmente si fa di mattina presto, prima di ogni altra azione della giornata.

Nella sua forma più generale si sviluppa attraverso diversi passi successivi:

·     Inizia con la invocazione dello Spirito Santo perché sia luce interiore di colui che medita.

·     Si apre alla contemplazione di una scena evangelica o dalla lettura di un brano della Bibbia o di un altro libro che possa aiutare.

·     Approfondisce il significato dell'episodio o dell'insegnamento in questione. Lo fa attraverso il ragionamento e la ricerca di situazioni o passi biblici simili o correlati.

·     Si sofferma su qualche parola o immagine o concetto, "ruminandolo" interiormente.

·     Chiede a Dio la grazia di vivere il mistero che si è contemplato.

·     Fissa l'impegno di un qualche gesto da vivere durante la giornata, per trasformare in carità quello che si è contemplato.

·     Ringrazia il Signore per il dono della luce dell'alto.

Una forma particolare di meditazione è la Lectio Divina, che è una lettura orante di un passo biblico.

Percorsi personali

Esistono molti percorsi personali che non sono all'interno di una religione o una filosofia e di cui la meditazione è strumento indispensabile per approfondire i lati oscuri di noi stessi. Molti si avvalgono di un maestro che permette loro di fare un cammino, un percorso che attraversa nuove realtà e che si lascia alle spalle vecchi mondi, in un procedere verso la maggiore consapevolezza di se stessi e della realtà.

Un aspetto fondamentale è la riduzione della sofferenza che insieme alla maggiore consapevolezza abbisognano di un maestro. A tal fine occorrerà conquistarsi un cammino e capacità di meditazione nella relazione con la figura di riferimento. È importante che il maestro non sia solo "padre"/"madre" ma una figura che possa essere lasciata per una nuova realtà affettiva.

In particolare la meditazione del Buddha Sakyamuni e di altri saggi non era ascritta a nessuna religione o filosofia ma seguiva un cammino personale.

 

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Tratto dal sito: http://www.managerzen.it/Parliamo/meditazione/meditazione.htm  

COS'È la MEDITAZIONE..?


La meditazione: una cosa seria e noiosa... per santoni e non per manager...
Niente affatto! 
La meditazione è un toccasana contro lo stress... per ottenere calma, chiarezza e serenità.


Innanzitutto esiste un problema nel termine stesso. La parola meditazione in occidente ha acquistato un significato molto diverso da quello orientale. Utilizziamo comunemente il termine meditare come sinonimo di pensare, riflettere su qualcosa. (chi non ricorda il famoso "meditate gente meditate" di Renzo Arbore?) Il significato tuttavia è opposto: la pratica della meditazione consiste nell'esercizio di creare il "vuoto" mentale per entrare nello stato del silenzio interiore.

Proprio così: fermare la mente, fermare i pensieri.

Secondo aspetto: siamo portati a collocare la meditazione nell'ambito della spiritualità. Questo non è affatto sbagliato, ma può limitarne l'utilizzo: in quanto manager non siamo chiamati a percorrere una via spirituale.

In questo contesto ci interessa piuttosto considerare la meditazione come una tecnica, uno strumento a disposizione di tutti, che può essere di enorme vantaggio proprio a chi ha necessità di prendere spesso decisioni importanti e deve risolvere ogni giorno una quantità di problemi e situazioni: chi più dei manager e degli uomini d'azienda?

Non vi proponiamo pertanto una trattazione completa del tema, davvero vastissimo, della meditazione, ma tenteremo di mettere in rilievo quegli aspetti della meditazione che più interessano al manager.

Ogni giorno sul lavoro la nostra mente assorbe una quantità enorme di input: la testa elabora gli input sottoforma di pensieri che si sommano e si affollano durante tutto l'arco della giornata. Spesso anche la sera.. "non riusciamo a staccare la spina". Si può generare ansia, stress fino all'insonnia, quando ci si rigira tra le lenzuola con i pensieri impazziti per la testa. In altre parole perdiamo calma e serenità. Ma non è tutto.

Immaginate i pensieri come nuvole leggere: se sono pochi e scorrono leggeri, lasciano intravedere il cielo sereno, ma se si infittiscono possono trasformarsi in nubi spesse, in nebbia che impedisce la visuale.

Come è possibile prendere decisioni corrette quando la mente è annebbiata e la visuale impedita? Cosa occorre al manager per dirigere? Occorre la CALMA che genera fiducia e la CHIAREZZA che consente di vedere la direzione da seguire. E come si ottengono (e mantengono) questi preziosi attributi .. ? Semplicemente diradando le nuvole .. ecco allora la grande importanza della meditazione.

Meditare può essere la cosa più banale del mondo: basta NON FARE, non pensare, fermarsi.. non servono attrezzature di alcun genere, non costa nulla. Basta "decidere" di sedersi per NON FARE E NON PENSARE A NULLA. Facile eh ?

In realtà, non è così facile prendere questa decisione, specialmente per noi occidentali e tanto meno per i manager superattivi. Anche quando crediamo di non far nulla, in realtà intendiamo "non fare nulla di produttivo" in senso stretto... ma mastichiamo un chewingum, guardiamo la TV , leggiamo un libro, fumiamo una sigaretta, sfogliamo una rivista.. e nel migliore dei casi, ci guardiamo un bel film della nostra mente, giocherellando con le dita.

Per aiutarci ad entrare in questo spazio di vuoto di nulla, ad entrare dentro di noi nello stato di meditazione, sono state inventate tantissime "tecniche": tutte utilizzano la concentrazione sul respiro.. ma ognuna ha i suoi riti e le sue regole.

Meditazione trascendentale, meditazione Zen o Zazen, meditazione dinamica come il Tai-Chi, meditazione buddista, training autogeno, yoga, ... Sta ad ognuno di noi individuare la tecnica più adatta alla propria personalità, alle proprie esigenze. Possiamo essere aiutati dalla musica, dal gruppo, dall'odore degli incensi.. da un luogo tranquillo e protetto in cui ci sentiamo "a casa".

Immaginate ora di praticare mezz'ora di meditazione e di andare a dormire "ripuliti", leggeri, freschi e rigenerati: con la testa libera il vostro sonno sarà di una qualità molto diversa e al risveglio sarete riposati e pieni di energia !

Con la testa libera troverete senza difficoltà le soluzioni e le risposte: c'erano anche prima, ma la nebbia impediva semplicemente di vederle.

Obiettivi chiari, direzione calma e serenità: questa è la vera grande forza del Manager... Zen!

Naturalmente abbiamo fornito una interpretazione molto semplificata, quasi "semplicistica" della meditazione: ripulire i pensieri conduce verso il proprio essere, verso l'essenza, priva di giudizio e di interpretazione .. verso la consapevolezza.. e la consapevolezza, non l'intelligenza ciò che distingue gli uomini dagli animali.

 

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MEDITARE

A cura di Guendune Rinpoché (Note biografiche).
Tratto dal sito: www.risveglio.net/aforismi/meditare.html


Meditare non vuol dire tentare di vedere colori o forme o cercare di modellare questa o quell'esperienza. Meditazione è sgombrare, liberare la mente da tutte le forme di appiglio, di attaccamento, di intenzionalità, di caratterizzazione delle cose.
Non si tratta tanto di fare qualcosa, quanto di disfare i vincoli e i legami della mente. Abbandonando l'attaccamento alle cose, basato sulla convinzione che queste abbiano una realtà oggettiva, si mollerà la presa della mente nei confronti di queste cose e dell'intenzione che vi è connessa, in modo che l'apparenza si troverà ad essere libera da sola.
 (Guendune Rinpoché).


 Spesso si crede che meditare significhi imporre uno stato di vuoto alla mente, uno stato senza pensiero ne movimento mentale: quest'idea è sbagliata, perché se la meditazione fosse uno stato senza pensiero, questo stesso tavolo starebbe meditando! La meditazione non ha niente a che fare con il fatto di creare un vuoto volontario nella mente: meditare non vuol dire bloccare il movimento dei pensieri, ma restare in uno stato in cui questi pensieri non fanno presa. Se non ci fossero pensieri o movimento concettuale nella mente, chi mediterebbe?

Meditare è semplicemente riconoscere ciò che ci lega alle apparenze, alle manifestazioni esteriori, e mollare la presa delle fissazioni mentali. Significa creare una distensione rispetto al condizionamento abituale, e lasciare che questa distensione faccia effetto: gli oggetti su cui la mente si fissa cadono da soli, i nodi si disfano da soli.

Meditare vuol dire disfarsi della corazza che ci siamo forgiati, dei vestiti superflui che indossiamo; allora, abbandoniamo a uno a uno gli abiti mentali, per restare nella nudità primordiale. In questa distensione si sperimenta lo stato naturale della mente come luce, come coscienza conoscente, come viva lucidità. Questa chiarezza della mente è definita come coscienza istantanea, immediata, uno stato esente da elaborazioni mentali o reificazione.

Semplicemente restiamo nel godimento di questo stato, lasciando la mente nella dimensione che le è propria, senza caratterizzare o giudicare nulla, senza neppure concepire la nozione di meditazione. Quando la mente riesce a mantenersi stabile in quello stato, sperimenta il proprio spazio, e tutti i fenomeni esteriori ed interiori vengono percepiti come vuoti. Questo stato non è limitato da nulla, è libero da ogni orientamento, privo di sostegno e in esso c'è la conoscenza fondamentale libera da punti di riferimento. E anche uno stato di felicità e di benessere libero da ogni impedimento concettuale. L'apparizione di queste qualità della mente è segno di successo della pacificazione mentale; lo sviluppo di questa meditazione, quando si rimane assorti in tale stato senza perderlo o alterarlo, è il conseguimento del Samadhi.

È importante non giudicare la propria meditazione, non pensare che il tale stato sia «buono» e che quell'altro sia «cattivo»; che quando la mente è calma la nostra sia una «buona meditazione», mentre quando la mente è agitata la nostra sia una «cattiva meditazione». Quando, nel corso della meditazione, vengono idee del genere, si può dirigere la propria attenzione verso chi sta giudicando in questo modo, verso la coscienza che sta valutando la meditazione; con l'introspezione, questa coscienza scopre di essere priva di forma o di colore; l'osservatore è privo di qualsiasi specificità che potrebbe provare la sua esistenza. Come avevamo fatto per l'oggetto percepito, ritroviamo la dimensione vuota della mente percipiente, l'assenza di realtà del soggetto.

Dunque, quali che siano i fenomeni che sorgono nella mente si trattano così: non si tenta di prevenire il loro insorgere nè di farli cessare una volta che sono presenti; non vanno seguiti, ma apprezzati per quel che sono. Ogni volta che si riconosce l'essenza attraverso lo sguardo diretto, ritroviamo la dimensione della mente non ostruita, libera da ogni ostacolo.

Meditare cercando qualcosa di più all'esterno porta all'insoddisfazione. Ciò che si deve fare è esattamente il processo inverso: liberarci da ciò che ingombra la mente volgendoci all'interno, fino allo stato spontaneo in cui non sussiste nè ricerca ne sofferenza: la pienezza onnipresente.

La dimensione naturale della nostra mente è il Dharmakaya, che è spontaneo per natura. L'unico modo di incontrare la mente è armonizzarla con questa natura priva di cause e solo uno stato di distensione e di apertura può consentire a quest'essenza spontanea di sorgere da sé.  

Domenico Antonio Veneziano - Brescia Via Quinta n°73 Villaggio Badia
Tel. 328.1805682 - 030.4190977 
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