Quest'anno, il plenilunio del Toro si forma martedì alle 13,08 ma, per
facilitare la partecipazione del pubblico dovevamo scegliere una
domenica pomeriggio, fra il 15 o il 22 maggio.
Abbiamo scelto il 15
maggio,
la data più vicina al Plenilunio del Toro.
Sono disponibili solo
400 posti - E' possibile ritirare in anticipo il biglietto numerato
d'ingresso (così si avrà la
certezza di trovare posto) direttamente
all'hotel Royal
per info su prenotazioni di
gruppi tel: 3498325523
(Per le persone che arrivano da fuori, con necessità di
pernottare vi suggeriamo
di prenotare direttamente: Hotel Royal 011
4376777 - (Meglio affrettarsi perchè nella stessa data
c'è il Salone del Libro e sarà difficile trovare sistemazioni
alberghiere in città)







COS'E' IL WESAK:
Ci
sono sulla terra giorni speciali, giorni in cui la divinità si piega
amorevole sui suoi figli e diffonde in modo particolare la Sua Benedizione,
affinché ciascuno possa ricevere la sua parte di felicità. Uno di questi
giorni è il Wesak, che si celebra ogni anno nella notte del Plenilunio nella
costellazione del Toro.
Il Wesak è una "Festa mobile", come la Pasqua, sia quella cristiana che
quella ebraica; festa mobile è il "Ramadan" a ricordo del Corano fatto
discendere sulla Terra attraverso Il Profeta.
Per
presenziare al Wesak, ogni anno in primavera, da tutto il vasto continente
asiatico, migliaia di pellegrini si mettono in cammino verso una valle
segreta del sacro Monte Kailash, l'ombelico del Mondo: per uno
dei più grandi eventi spirituali dell'anno: la grande Benedizione del
Buddha.
Ormai
da trent'anni, allo stesso scopo, migliaia di persone si danno appuntamento
a Torino, e sono uno spettacolo bello a vedersi: giovani e anziani, bambini
e adolescenti, arrivano a frotte portando dei fiori. Una volta giunti
nella sala, li depongono attorno al palco, formando una cortina
colorata
e vivente. Al termine della cerimonia, all’uscita verrà loro donato un fiore
a caso, portato da chissà chi, un gesto di amorevole attenzione
Dopo
qualche parola di benvenuto, le luci verranno abbassate e poi, dolcemente
si lasceranno andare allo svolgersi della cerimonia ed alla meditazione
guidata da Giuditta Dembech. Percorreranno con mente e spirito i sentieri
dell'Himalaya, fino all’ altopiano del monte Kailash per ricevere la Grande
Benedizione, impartita a tutti gli esseri viventi del Pianeta.
La Tradizione narra che
cinquecento anni prima di Cristo, il principe Gautama Siddharta raggiunse
il massimo dell'illuminazione, divenendo così un Buddha, cioè "risvegliato".
Dopo una vita ascetica,
dedicata agli ideali di pace, amore e compassione, il Buddha muore e
raggiunge la soglia del Nirvana, l’equivalente del nostro Paradiso. Sulla
Soglia, la Gerarchia dei Maestri l'attende per accoglierlo; varcata questa
soglia, inizierà per lui il meritato riposo. Libero dal doloroso ciclo della
nascita e della morte, entrerà nella luce e nella beatitudine eterna… Ma,
un attimo prima di varcare quella soglia, il Buddha si volta a guardare in
basso verso il mondo dei viventi; li vede tormentati dall’infelicità
dovuta alla guerra, alla fame, all'ignoranza, alla superstizione,
alle malattie. Sente il grido di terrore degli animali levarsi dai macelli,
dalle fruste, dalle catene.
Vede
la sofferenza di vegetali e minerali frantumati nel fuoco di un sacrificio
senza fine e prova compassione per tutti loro. Il dolore di tutte le
Creature viventi tocca il suo cuore e là, sulla soglia della
beatitudine eterna, dinanzi alla Gerarchia della Luce, qualcosa come a
nostra "Comunione dei Santi", composta da tutti i grandi Saggi, Santi,
Illuminati e Maestri che in ogni tempo hanno guidato l'umanità.
Sulla soglia della Liberazione
, Il Buddha si ferma e formula la Grande Rinuncia: non varcherà quella
soglia fino a quando l'ultimo dei viventi non l'avrà varcata prima di lui.
Fino a quel momento rimarrà in vigile attesa per aiutarli e
sostenerli, e tornerà ogni anno sulla Terra per portar loro la Sua a
morevole
benedizione.... Secondo la tradizione, il Buddha, accompagnato dai Grandi
Maestri, torna una volta all'anno nella valle segreta sul Monte Kailash,
per benedire indistintamente tutto ciò che vive sulla Terra, compresi i
nostri fratelli minori, gli animali, ma anche i vegetali ed i minerali che
ancora dormono nel cuore della terra. La benedizione si espande come un
oceano di Luce su tutti i presenti, li carica di energia benefica, che
diffonderanno ovunque per il mondo con la loro presenza.
Fra i suoi tanti primati,
Torino ha anche quello di avere aperto le porte del Wesak al grande pubblico
occidentale, mentre prima era conosciuto e celebrato da alcuni centri
teosofici che si riunivano privatamente. Questo evento si è reso possibile
dal 1981 grazie alla spinta evolutiva di un uomo che, in una vita semplice e
schiva è stato un vero “Servitore dell'Umanità”: Antonio Amerio, sostenuto
da una dolce caparbietà, capace di superare ogni ostacolo. L’incontro è
aldilà di ogni barriera di credo, razza, filosofia o religione, poichè
l’umanità intera è accomunata dagli stessi desideri e dalla stessa ricerca
di Dio. Con qualunque nome lo chiamiamo, in qualunque lingua, Dio ascolta…
Il rituale occidentale, molto
semplificato, consiste nella lettura di alcune brevi preghiere provenienti
da religioni e civiltà diverse, da alcuni brani particolarmente
significativi sulla pace. Ciascuno accende una candela diversa dal grande
cero del Wesak, simbolo di diverse religioni, collegate ad un solo Dio.
Un momento particolarmente
intenso è quando i presenti intonano a gran voce le dodici OM, è una
vibrazione che risuona in modo tangibile. Il "cuore" della serata è la
meditazione guidata, in cui i partecipanti visualizzano la valle del Wesak
sull'Himalaya e ricevono la benedizione impartita dai Maestri all'umanità.
Negli
ultimi anni, è stata introdotta una speciale preghiera per i politici ed i
governanti di tutto il pianeta. E’ una Invocazione allo Spirito Santo perchè
porti luce, equilibrio ed Ispirazione nei loro cuori e nelle loro menti.
Al termine tutti i
partecipanti, in piedi, a braccia levate, ridistribuiscono ai quattro punti
cardinali le benedizioni per il Pianeta, poi si prendono per mano e
all'unisono recitano il Padre Nostro, poiché Dio è Padre di tutta l’umanità,
e l'umanità con nomi diversi si rivolge a Lui chiamandolo Padre.
digitando www.giudittaaudio.it
c'è la possibilità
di visionare il filmato di una parte del Wesak di Torino del 2006
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Qualche "vecchia" fotografia....





2006 TORINO
con Paola Harris
e Rosa Tumolo
2008
Torino

Torino
2008 - HOTEL ROYAL
Con
la presenza dell'Apache Danny Many Horse, e la sua
preghiera dei Nativi Americani
CAPIRE IL WESAK
E'
un evento d i
meditazione e preghiera. E' una invocazione alle
forze di Luce, affinché dalla mente e dal cuore di
Dio, Luce e amore scendano nella mente e nel cuore
degli uomini.
Eccoci pronti anche quest'anno al grande
appuntamento con una delle più grandi ricorrenze
spirituali, uno di quei giorni sacri in cui è
importante ritrovarci, il più numerosi possibile.
Il Wesak
è un'invocazione di pace ed unificazione per il
benessere di tutta l’umanità, senza barriere di
religione o di razza, poiché la pace è un bene
comune, non ha nessun colore politico; la pace è
come la luce, l’aria, l’acqua; la pace è speranza di
vita, mentre la guerra è certezza di distruzione e
di morte…
Dobbiamo essere presenti per invocare e diffondere
quelle energie di pace, amore e buona volontà di cui
abbiamo urgente bisogno.
Partecipare al Wesak significa collegarsi attraverso
la meditazione per ricevere e ridistribuire la
Grande Benedizione impartita all’Umanità dai
Maestri. Significa attraversare in meditazione la
porta dimensionale; in quei pochi, straordinari
minuti, un immenso fiume di energia viene irradiato
sui presenti. Sono Grandi Energie di Luce, Amore,
Fratellanza, Solidarietà ed Unificazione che
attraverso la meditazione si concretizzano ed
espandono.
Non è un’occasione commerciale, e
non appartiene a nessuna religione o credo politico.
È un dono offerto ogni anno in spirito di
fraternità, con cuore puro e movente disinteressato
da persone che si autofinanziano per permetterne la
riuscita.
Per
saperne di più: G.
Dembech: Conoscere
il Wesak -
Ed. L’Ariete
 
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