Gli antichi testi
Le Pergamene del Mar Morto, manoscritti biblici che risalgono
all'inizio dell'era cristiana, furono scoperte nel 1947 e depongono a
favore della tesi che la Bibbia sia stata alterata, soprattutto per
quando riguarda alcune regole come il mangiare carne. Il valore di
queste pergamene consiste nella probabilità che si tratti di
manoscritti autentici, inalterati che risalgono al tempo di Gesù. Gli
unici manoscritti originali del Nuovo Testamento risalgono al IV
secolo (i più antichi), e sono solo copie di copie. Ed è innegabile
che i testi del Mar Morto contengano sottili, ma significative
differenze rispetto ai manoscritti originali.
Alcuni storici respingono questi ritrovamenti archeologici, altri vi
ripongono tutta la loro fiducia. Tra questi Martin Larson, Edmond B.
Szekely, Millar Burrows, G. J. Ousley, John M. Allegro e Frank J.
Muccie hanno dato un contributo sostanziale alla riscoperta di antichi
testi cristiani.
Ousely, per esempio, ha redatto la traduzione di quelle che dovrebbero
essere le spiegazioni dei Vangeli originali, conservati da membri
della comunità essena (una setta religiosa i cui adepti vivevano
nella regione del Mar Morto e che sono conosciuti per la loro
disciplina e integrità morale). Ousely riferisce che il manoscritto
è stato conservato in un monastero buddista tibetano, "dove era
stato nascosto da alcuni membri della comunità essena perché si
salvasse dalle mani dei contraffattori."
Se fossero autentici, i manoscritti di Ousely sarebbero i più antichi
e completi scritti cristiani esistenti: un testo aramaico originale
rimasto inalterato fin dai tempi del suo impiego nella antica chiesa
cristiana di Gerusalemme. Gli studiosi che ritengono il testo
autentico concludono che si tratta del Vangelo originale su cui si
sono basati i quattro Vangeli del Nuovo Testamento. Questo può essere
vero o no, ma le informazioni che contengono sono innegabilmente a
favore dell'ideale vegetariano. Come precauzione, nel 1904 Ousely
trasferì a un suo amico fidato i diritti dell'opera, con la richiesta
di "non farlo cadere in mano ai fanatici, né romani né
anglicani".
Il prezioso manoscritto di Ousely, intitolato The Gospel Of The Holy
Twelve è sopravvissuto fino a oggi.
Secondo il manoscritto, prima della nascita di Gesù, l'angelo disse a
Maria:
"Tu non mangerai carne né berrai bevande forti,
poiché il bambino sarà consacrato a Dio dal ventre di sua madre, e
non dovrà assumere né carne né bevande forti."
Il valore di questo messaggio celeste, se lo si riconosce come
documento storico, è la conferma che Gesù era il messia della
profezia del Vecchio Testamento: "Poi il Signore stesso vi darà
un segno. Udite, una giovane donna concepirà e porterà in seno un
figlio, e il suo nome sarà Emanuele. Mangerà burro e miele, per
saper rifiutare il male e scegliere il bene" (Isaia 7. 14, 15).
Il testo continua spiegando che
la comunità in cui vivevano
Giuseppe e Maria non uccideva l'agnello per celebrare la festa del
Passaggio.
Questa descrizione della comunità in cui nacque Gesù sottolinea
perché egli amasse gli animali e gli uccelli fin dall'infanzia:
"E in un certo giorno il bambino Gesù andò in un luogo dove era
stata preparata una trappola per gli uccelli e c'erano dei ragazzi. E
Gesù disse loro:
"Chi ha preparato questa trappola per
le innocenti creature di Dio? Udite, in una trappola essi a loro volta
cadranno."
In questi testi ritenuti inalterati, non ci sorprende che Gesù
predichi il rispetto per tutte le creature, non solo per l'uomo:
"Siate rispettosi, siate gentili, siate compassionevoli, siate
buoni, non solo verso i vostri simili, ma verso tutte le creature
posto sotto la vostra tutela; perché voi siete per loro come dèi, a
cui guardano per le loro necessità."
Gesù continua spiegando che è venuto per mettere fine ai sacrifici
di sangue:
"Sono venuto a porre fine ai sacrifici e ai
banchetti di sangue, e se non smetterete di offrire e mangiare carne e
sangue, l'ira divina non si allontanerà da voi; proprio come accadde
ai vostri padri nel deserto, che desiderarono la carne, e ne
mangiarono a sazietà, e si riempirono di marciume e furono consumati
dalla peste".
Del miracolo dei pani e dei pesci, come già detto (vedi Quinto: Non
Uccidere), non si ha traccia in questi antichi manoscritti. Si parla
invece di un miracolo di pane, frutta e una brocca d'acqua. "E
Gesù pose il pane e la frutta dinanzi a sé, e anche l'acqua. E loro
mangiarono e bevvero, e furono sazi. E si meravigliarono,
perché ognuno aveva avuto più che abbastanza, ed erano più di
quattromila. E se ne andarono, ringraziando Gesù per quello che
avevano sentito e visto."
Questi antichi documenti dicono che
Gesù seguiva
un'alimentazione speciale, essenzialmente vegetariana:
"E udendo queste cose, un certo Sadduceo, che non credeva nelle
cose sante di Dio, chiese a Gesù: "Per favore, dimmi perché hai
detto di non mangiare la carne degli animali. Forse che le bestie non
sono state date all'uomo come cibo, proprio come i frutti e le erbe di
cui parli?" Gesù gli rispose:
"Guarda questo
melone, il frutto della terra." E Gesù aprì in due un melone e
disse ancora: "Guarda con i tuoi stessi occhi il buon frutto
della terra, la carne dell'uomo, e guarda i semi che contiene, e
contali, perché un melone ne fa mille volte tanti e anche di più. Se
pianti questo seme, mangerai dal vero Dio, perché non è stato
versato sangue, no, niente dolore o grida hai sentito con le tue
orecchie o visto con i tuoi occhi. Il vero cibo dell'uomo viene dalla
madre della terra, perché lei trae doni perfetti dall'umile terra. Ma
tu ricerchi ciò che Satana ha dato, l'angoscia, la morte e il sangue
delle anime viventi a prezzo della spada. Non lo sai, tu, che chi vive
della spada, muore poi della stessa morte? Vai per la tua strada
allora, e pianta i semi del buon frutto della vita, e smetti di ferire
le innocenti creature di Dio."
Gesù condanna anche coloro che cacciano gli animali: "E mentre
Gesù camminava insieme ad alcuni suoi discepoli, si imbatterono in un
uomo che addestrava i cani a cacciare altre creature. Vedendo questo,
Gesù disse all'uomo: "Perché fai questo lavoro sciocco?" E
l'uomo rispose dicendo: "In questo modo mi guadagno da vivere; a
che cosa servono queste creature? Sì, queste creature sono deboli e
meritano di morire, mentre i cani, loro sono forti." "E Gesù
guardò l'uomo con espressione triste e disse: "A te mancano
davvero la saggezza e l'amore superiori perché, guarda, tutte le
creature cui Dio ha dato la vita hanno un proprio scopo e fine nel
regno della vita, e chi può giudicare che cosa c'è di buono in esso?
O quale profitto per te, o per l'umanità? Perché non è tua
competenza giudicare il debole inferiore al forte, dato che il debole
non è stato dato all'uomo per fargli da cibo e da divertimento...
Maledetto
colui che con l'astuzia ferisce e distrugge le creature di Dio! Sì,
maledetti i cacciatori, perché saranno cacciati, e per mano di uomini
indegni riceveranno la stessa misericordia che hanno mostrato alle
loro prede innocenti, la stessa! Abbandona questa folle attività di
uomo malvagio, fai ciò che è buono agli occhi del Signore e sii
benedetto, non essere la causa della tua condanna."
Infine, in questi primi manoscritti leggiamo che Gesù in realtà
rimproverò aspramente i pescatori, nonostante fossero i suoi maggiori
sostenitori: "E un altro giorno, si pose nuovamente la questione
del mangiare cose morte, e alcuni dei più recenti discepoli di Gesù
si raccolsero intorno a lui e domandarono: "Maestro, in verità
tu conosci tutte le cose e la tua saggezza della Sacra Legge è
superiore a qualsiasi altra; spiegaci, dunque,
mangiare le
creature del mare è in accordo alla legge, come dicono alcuni?"
"E Gesù li guardò con occhi tristi, poiché sapeva che erano
ancora uomini ignoranti e i loro cuori erano induriti dalle false
dottrine dei demoni, e disse loro: "Osservate i pesci dell'acqua,
mentre stiamo sulla riva del mare e guardiamo le acque di molte vite.
Sì, l'acqua è il loro mondo, proprio come la terra asciutta
appartiene all'uomo; io vi chiedo, forse che i pesci vengono da voi a
chiedere la terra asciutta o i suoi cibi? No. E allo stesso modo non
è in accordo alla legge che voi andiate in mare a chiedere cose che
non vi appartengono; perché la terra è divisa in tre regni di anime:
uno della terra, uno dell'aria e uno del mare, ognuno secondo il
proprio genere. L'Essere Eterno ha disposto che in ciascuno di essi
fosse lo spirito della vita e il Soffio Divino, e ciò che Egli ha
dato liberamente alle Sue creature, né gli uomini né gli angeli
possono riprendere o reclamare come proprio." E' interessante
notare che, quando Gesù istruì i suoi discepoli, che erano ebrei,
sulla nuova dieta (vegetariana) che avrebbero adottato, essi lo
criticarono: "Tu parli contro la Legge"; evidentemente
riferendosi alla permissione di mangiare carne, che compare in diversi
punti dell'Antico Testamento.
La memorabile risposta di Gesù a tale riguardo è estremamente
rivelatrice: "In verità, non parlo affatto contro Mosè, né
contro la Legge, che egli ha concesso data la durezza dei vostri
cuori.
In verità vi dico, all'inizio tutte le creature di Dio
traevano il loro nutrimento solo dalle erbe e dai frutti della terra,
finché l'ignoranza e l'egoismo dell'uomo non li trasformò in ciò
che era contrario alla loro abitudine originale; ma perfino loro
torneranno al cibo naturale; poiché così è stato scritto dai
profeti, e le loro parole non sbagliano."
I PRIMI CRISTIANI E I CRISTIANI D'OGGI
"Non essere tra quelli che si inebriano di vino, né fra
coloro che son ghiotti di carne!"
Proverbi 23. 20
Si sa poco (almeno ufficialmente) dell'alimentazione di Gesù.
Si sa, tuttavia, che i primi cristiani e i cronisti della tradizione
cristiana che appoggiavano il vegetarianesimo erano molti, inclusi
luminari come San Girolamo, Tertulliano, San Giovanni Crisostomo, San
Benedetto, Clemente, Eusebio, Plinio, Papias, Cipriano, Pantaneo e
John Wesley, per nominarne solo alcuni.
Molti testi affermano che i dodici apostoli erano vegetariani, e che i
primi cristiani si astenevano dal mangiare carne.
Per esempio, San Giovanni Crisostomo (345-407 d.C.), uno dei più
importanti esponenti letterari del cristianesimo del suoi tempi,
scrisse:
"Noi capi cristiani pratichiamo l'astinenza
dalla carne di animali per sottomettere il corpo... mangiare carne è
innaturale e impuro".
Clemente d'Alessandria (160-240 d.C.), uno dei primi accademici della
Chiesa, senza dubbio esercitò grande influenza su Crisostomo, infatti
poco più di cent'anni prima aveva scritto:
"Ma coloro
che indugiano intorno a tavole di fiamme, nutrendo la loro stessa
malattia, sono governati da un demone estremamente lussurioso, che non
ho vergogna di chiamare il demone della pancia, il peggiore di tutti i
demoni... E' molto meglio essere felici che rendere i nostri corpi
simili a tombe di animali. Di conseguenza, l'apostolo Matteo si
nutriva di semi, noci e vegetali, niente carne."
Il Clementine Homilies, scritto nel II secolo dopo Cristo, è
considerato uno dei più antiche testi cristiani dopo la Bibbia,
basato sulle predicazioni di San Pietro. Homili XII dichiara
orgogliosamente:
"Il consumo innaturale di carne è
contaminante quanto la pagana adorazione dei demoni, con i suoi
sacrifici e i suoi festini impuri, e quando vi prende parte l'uomo
diviene un compagno di tavola dei diavoli".
Chi siamo noi per contraddire San Pietro?
Non solo, si dibatte tra studiosi sulle pratiche alimentari di San
Paolo, nonostante l'attitudine altezzosa dei suoi scritti nei
confronti dell'alimentazione. Gli atti 24:5 parlano di Paolo come di
un membro della setta dei Nazareni, setta che seguiva i principi degli
Esseni, compreso il
vegetarianesimo.
Inoltre, secondo quanto scrive Edgar Goospeed nel suo libro History of
Early Christianity, è esistito un tempo un "Atto di
Tommaso", a cui facevano riferimento le prime sette cristiane.
Il
documento afferma che anche San Tommaso si asteneva dal mangiare carne.
Allo stesso tempo, veniamo a sapere dall'eminente padre della Chiesa
Eusebio (264-349 d. C.), il quale a sua volta cita Hegesippus (circa
160 d. C.), che
Giacomo, considerato da molti il fratello di
Cristo, rifiutava di mangiare la carne degli animali.
Tuttavia, la storia riferisce che la cristianità organizzata
gradualmente si allontanò dalle sue origini vegetariane, anche se i
primi padri della Chiesa seguivano un regime senza carne. In tempi più
recenti, anche la Chiesa cattolica aveva stabilito che i cattolici
praticanti osservassero almeno alcuni giorni di digiuno e si
astenessero dal mangiare carne al venerdì. Ma perfino questa
restrizione (ridicola) è stata ridotta, quando nel 1966 la Conferenza
Cattolica degli Stati Uniti ha deciso che è sufficiente che i
cattolici si astengano dal mangiare carne il venerdì di Quaresima.
Molti dei primi gruppi cristiani sostenevano la scelta di vita
vegetariana, segno evidente che gli insegnamenti di Gesù di Nazareth
(vedi Quinto: non uccidere. Le parole del Cristo) fossero chiare ed
inequivocabili, almeno all'epoca.
Gli scritti dell'antica Chiesa indicano che ufficialmente il consumo
di carne non fu permesso fino al IV secolo dopo Cristo, quando
l'imperatore Costantino decise che tutti dovevano adottare la sua
visione del cristianesimo.
Una interpretazione della Bibbia a favore del mangiare carne divenne
il credo ufficiale dell'Impero Romano, e i cristiani vegetariani
dovevano seguire la regola in segreto, con il rischio di essere messi
a morte per eresia. I cristiani del Medioevo vennero rassicurati da
Tommaso D'Aquino (1225-1274 d. C) sul fatto che uccidere gli animali
era sancito dalla divina provvidenza. Forse le abitudini perdonali di
D'Aquino hanno influenzato la sua opinione, perché, pur essendo sotto
molti aspetti un asceta, i suoi biografi lo descrivono come un goloso.
D'Aquino inoltre era famoso per la sua dottrina sui vari tipi di anima
che un corpo può possedere (altra bizzarra e inconsistente teoria).
Gli animali, insegnava, non hanno l'anima. E' da notare che, sempre
secondo le farneticazioni di D'Aquino, inizialmente neanche le donne
avevano un'anima! Poi, però, ricordandosi che la Chiesa si era
addolcita e aveva ammesso che in realtà le donne hanno un'anima, d'Aquino
a malincuore accondiscese che fossero un gradino più su degli
animali, i quali certamente non l'avevano (malgrado nella Bibbia,
Genesi 1. 30, Dio stesso affermi il contrario... ma evidentemente d'Aquino
l'aveva dimenticato).
Comunque si vogliano interpretare gli insegnamenti successivi del
cristianesimo, le sue espressioni più antiche (e molte delle sette
ebraiche da cui derivavano) predicavano l'ideale vegetariano.
E' tutt'altro che sorprendente dunque la loro attitudine generale nei
confronti degli animali;
Nazareni, Terapeuti, Ebioniti,
Gnostici ed Esseni, tutti avevano scelto di vivere senza cibarsi di
carne.
I Montanisti, un'altra delle prime sette cristiane, si astenevano dai
cibi carnei, e così anche Tertulliano, uno dei primi padri della
Chiesa. Origene (185-254 d. C.), forse il pupillo più noto di
Clemente e uno degli scrittori più prolifici dei primi anni della
Chiesa, aveva davvero colto nel segno parlando di coloro che avrebbero
appoggiato il consumo di carne: "... credo che i sacrifici
animali siano stati inventati dall'uomo come pretesto per mangiare
carne". (Stromata, "Sui Sacrifici", Libro VII). Anche
confessioni cristiane più recenti hanno sostenuto il vegetarianesimo.
Ellen G. White, uno dei fondatori della Chiesa Avventista del
Settimo Giorno, era un ardente vegetariano, così come John Wesley, il
fondatore del Metodismo. Sylvester Graham, il ministro presbiteriano,
era un sostenitore dell'ideale vegetariano. Trappisti, Benedettini e
gli Ordini Cathusian della Chiesa Cattolica Romana, così come altre
organizzazioni cristiane quali il Movimento Gnostico Universale e i
Rosa croce, tutti promuovono la scelta vegetariana.
San Francesco, nonostante le ingiustificate accuse di essere un
vegetariano incoerente, era in realtà un convinto difensore degli
animali, che amava e rispettava come se stesso.
Si tratta di coincidenze? O forse tutte questi gruppi, questi insieme
di credenti erano in realtà pazzi? Non è forse "probabile"
che seguissero semplicemente i precetti di Dio e rispettassero la
natura?
E non è forse vero che l'uomo decise di sua spontanea volontà di
ignorare i comandamenti del suo Dio solo per mangiare un piatto di
carne saporita?
QUAL'E' LA VERITA' DELLA BIBBIA?
"Chi ha ucciso un bue è come se avesse ammazzato un uomo."
Isaia, 66. 3
Molte sono le interpretazioni del messaggio della Bibbia, come molta
è la confusione che esso ha generato, genera e genererà.
Chi mangia carne, sostiene che anche Cristo ne facesse uso.
Chi è vegetariano, sostiene invece che non solo Cristo non mangiasse
carne, ma che Dio stesso ne proibisce l'uso, in tutti i casi.
Da quale parte si trova la verità? E' ovvio - e su questo punto sono
sicuro che tutti la pensino in egual maniera - che sia solo una la
verità che la Bibbia intende comunicare ai suoi lettori.
E' inammissibile e incoerente che possano coesistere due verità: una
escluderebbe automaticamente l'altra.
Analizziamo alcuni passi della Sacra Bibbia, partendo dal Vecchio
Testamento.
Il Vecchio Testamento è il punto di partenza migliore per
intraprendere uno studio su cristianesimo e vegetarianesimo.
Il Vecchio Testamento parla soprattutto degli ebrei che ricevono le
legge di Dio e che in seguito vengono puniti da Dio per averla
infranta.
Senza dubbio, il passo più importante per chi sostiene la tesi
vegetariana è questo:
Poi Dio disse: "Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che
è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto, che produce
seme; saranno il vostro cibo.
A Tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti
gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, Io
do in cibo ogni erba verde."
E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
(Genesi, 1. 29,31)
Sembra piuttosto chiaro il messaggio di Dio, il quale "dona"
agli uomini e agli animali (posti sullo stesso piano, badate bene)
ogni erba che produce seme ed ogni erba verde, così come ogni albero
in cui c'è frutto che produce seme.
Non sembra affatto nelle sue intenzioni permettere agli uomini di
fagocitare immotivatamente la carne degli animali.
Se Dio aveva considerato "molto buone" le sue prescrizioni
originali riguardo al cibo, perché avrebbe aggiunto in seguito tante
istruzioni sul mangiare carne?
Alcuni sostengono, infatti, che nella Genesi 9. 3, la Bibbia permette
agli uomini di mangiare carne: "Ogni cosa vivente che si muove
sarà cibo per te".
Ma molti dimenticano - o vogliono dimenticare, per convenienza - che
era in occasione del diluvio universale, quando a Noè veniva offerto
un espediente per superare un momento particolarmente difficile, poiché
tutta la vegetazione era stata distrutta.
Dio, quindi, diede senza dubbio a Noè il permesso - non il
comandamento - di mangiare carne.
Infatti, nel verso immediatamente seguente - Genesi 9. 4 - dopo aver
dato il permesso di mangiare tutto ciò che si muove, Dio ci ricorda
ancora una volta che idealmente non dovremmo mangiare carne, o almeno
non il suo sangue (che poi è la stessa cosa): "Ma non dovreste
mangiare la carne, con la sua vita, cioè il sangue". Inoltre, il
verso successivo afferma con chiarezza che chi uccide gli animali sarà
a sua volta ucciso da quelle stesse creature:
"E io
reclamerò la tua vita per mano di ogni creatura da te uccisa..."
In realtà alcuni studiosi osservano che quando a Noè viene concesso
di mangiare qualsiasi cosa si muova, l'esatto termine greco impiegato
dal Septuagint è
herpeton, che letteralmente
significa
"rettile". Quindi, in una
situazione in cui non era possibile trovare altro cibo, Dio diede a Noè
il permesso di mangiare crostacei e molluschi, come vongole, abalone,
aragoste e lumache.
Questa puntualizzazione sembra più coerente con la Genesi 9. 4, che
proibisce a Noè di mangiare animali con il sangue (gli era stato dato
il permesso solo per animali a sangue freddo), e comunque solo come
concessione temporanea.
I Cinque Libri di Mosè portano un altro esempio di quando Dio, come
concessione temporanea, permise agli Israeliti di mangiare carne, ma
anche allora si trattava di circostanze disastrose.
Dopo essere fuggiti dall'Egitto, gli Israeliti vagarono quarant'anni
nel deserto. Dio provvide loro il cibo nella forma della manna
("il sostegno della vita"), una miracolosa sostanza vegetale
che contiene tutti gli elementi necessari a sostenere la vita.
Gli israeliti però si stancarono della manna, racconta la Bibbia, così
Dio fece in modo di dare ai figli di Israele della carne sotto forma
di quaglie.
Perché quaglie? C'era forse qualche insegnamento nascosto che Dio
voleva comunicare? Numeri 11. 18,34 contiene la risposta. Nel verso 20
Dio dice loro di
"mangiare la carne finché vi uscirà
dalle narici e ne sarete nauseati...". Il verso 33
riferisce
"prima ancora che avessero la carne tra i
denti, una grave pestilenza li colpì". Quindi è vero
che cambiarono cibo come desideravano, ma è altrettanto vero che Dio
era scontento della loro scelta, poiché Dio - com'è logico - poneva
e pone uomini e animali sullo stesso identico piano, essendo entrambe
"sue" creature, ed avendo entrambe il medesimo diritto di
vivere serenamente l'intero arco di vita terreno.
Fonte:
http://web.tiscalinet.it/vitasenzacarne
IMPORTANTE:
La redazione di Promiseland ha ritenuto doveroso pubblicare questa
interessante ed approfondita inchiesta sul perché i cristiani
dovrebbero essere i primi ad adottare un'alimentazione vegetariana in
pieno rispetto della vita e della dignità di ogni essere vivente.
Vogliamo però chiarire che Promiseland non è identificabile con
nessuna identità religiosa. In sostanza, pur volendo dare maggiori
informazioni a chi si definisce cristiano senza aver mai avuto la
possibilità di conoscere il vero messaggio originale del Cristo,
riteniamo che nessuna religione avrebbe comunque l'autorità per
permettere l'uccisione di esseri viventi più deboli. Vorremmo
ricordare che uccidere è SEMPRE un atto criminale e profondamente
immorale chiunque ne sia l'ispiratore... Cristo, il presidente della
repubblica o il macellaio sotto casa.
Sauro Martella.