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Crema alla bava di Lumacarigenerante, rinnovante, riparante
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COORDINATE BANCARIEDomenico VenezianoIBAN: IT82 H076 0111 2000 0009 2325 422 PER ORDINAREDomenico Antonio VenezianoVia Valverde,96 - Botticino Sera - Brescia. 328 1805682 - d.veneziano1@gmail.com Proprietà del glicolico che si trova nella bava di lumacaDa sempre l'uomo trova i suoi rimedi nella natura che lo circonda. Oggi i laboratori scoprono il perché di alcuni risultati terapeutici che prima venivano visti con curiosità o banale Dissertazione di Giorgio BartolomucciLa storia della medicina, a partire dalle sue origini, è affollata di esempi di trattamenti derivanti dalla natura. Estratti dalle piante e unguenti provenienti da particolari animali sono stati, fino alla scoperta della moderna farmacopea biochimica, gli unici rimedi a disposizione dell'uomo. E in alcune zone del pianeta, ancor oggi, essi continuano a far parte della medicina tradizionale che, non più tacciata di stregoneria, viene sempre più spesso rivalutata e studiata in efficienti laboratori universitari di tutto il mondo. Pochi, in effetti, mettono più in discussione il valore antitumorale della corteccia del tasso, l'effetto antinfiammatorio dell'estratto del salice o anche l'effetto lenitivo della lanolina: sostanze ben note e che da tempo sono entrate di diritto nella farmacopea ufficiale. Un destino che molti prefigurano anche per altre molecole di derivazione animale, meno conosciute, ma su cui si stanno accumulando numerose evidenze scientifiche: la cartilagine di squalo, l'olio di Emu, il veleno della vipera e perfino la bava della lumaca. La storia di quest'ultima merita di essere raccontata. Nel 1980, in Cile, la famiglia Bascuñan allevava lumache destinate al mercato culinario francese. Coloro che lavoravano nell'allevamento si accorsero che i tagli presenti sulle loro mani si rimarginavano più velocemente del normale, senza incorrere né in infezioni né in cicatrici e sorprendentemente la loro pelle era morbida e vellutata. Questo "mistero" spinse il Signor Bascuñan ad osservare con più attenzione le lumache (appartenenti alla specie Helix Aspersa Muller) e a far analizzare la loro bava. Le analisi rivelarono che probabilmente erano i mucopolisaccaridi di cui era fatta la bava di lumaca a permettere la rigenerazione dei tessuti delle ferite e delle escoriazioni. Dopo 15 anni di ricerche, la secrezione delle Helix Aspersa fu utilizzata per creare una crema alla quale fu dato il nome di Elicina, brevettata presso la World Organization of Patents di Ginevra e introdotta finalmente nel mercato sud americano nel 1995. Oggi questo prodotto è commercializzato con successo in più di 30 paesi. L'Elicina è un originale prodotto naturale e ipoallergenico, poco noto in Italia ma che potrebbe rivelarsi utile per la riduzione sia di cicatrici che dei segni dell'acne, ma anche per la prevenzione e attenuazione di smagliature, rughe, discromie cutanee e scottature. Qual è il suo segreto? Proprio la bava di lumaca, del cui estratto la crema è composta per l'80%, che contiene in forma naturale e biodisponibile Acido Glicolico, Allantoina, Collagene, Elastina, proteine e vitamine. Un cocktail naturale alchemicamente fuso dalle sapienti mani della natura che esercita sulla pelle una naturale azione esfoliante permettendo una graduale eliminazione delle cellule morte, una forte azione nutritiva e antiossidante e, cosa più importante, grazie all'allantoina una eccezionale azione rigenerante. Gli animalisti, inoltre, possono stare tranquilli in quanto le lumache non subiscono alcun danno o disturbo perché la raccolta della secrezione è effettuata in modo passivo. Per molte persone, già il pensare alla provenienza di questo estratto potrebbe provocare un certo rifiuto, ma in realtà, il prodotto come lo si trova in Erboristeria è ipoallergenico, inodore e senza profumi, non è grasso, non macchia né i vestiti né la pelle e inoltre è un'ottima base per il trucco. Vista però la unicità della formulazione andranno tenuti presenti alcune accortezze e dei suggerimenti che ne faciliteranno l'uso migliorando i risultati. Elicina Crema va applicata mattina e sera in piccole quantità sulla zona interessata, dopo averla detersa possibilmente con un sapone a pH neutro: presto si noterà il formarsi di una sottilissima patina bianca che va massaggiata finché sarà del tutto scomparsa. Sebbene sia adatta a tutte le età, si raccomanda di non eccedere con l'utilizzo sul viso e sulle altre zone delicate, non andando oltre due applicazioni al giorno. Superfluo ricordare di fare attenzione agli occhi, evitando il contatto e se questo dovesse avvenire, lavare gli occhi con abbondante acqua. Alcune avvertenze per chi possiede una pelle secca o molto delicata: la crema Elicina non contiene né umettanti né idratanti perciò, si consiglia di preparare la cute con delle creme idratanti. Tre giorni prima di utilizzare Elicina, applicare mattina e sera, sulla zona interessata, una crema idratante di vostra fiducia. Al termine dei tre giorni, si può cominciare a usare Elicina, dopo aver pulito e asciugato l'area da trattare, con piccole quantità una volta al giorno (nei casi di ipersensibilità, 2 o 3 volte a settimana), picchiettando e massaggiando fino al totale assorbimento. Successivamente, dopo circa 10 minuti va riapplicata una crema idratante in modo da evitare qualsiasi fastidio causato dall'azione esfoliante dell'elicina, e per mantenere il viso idratato. Il motivo di questa prudenza è legato alla presenza di Acido glicolico in una percentuale stabilita dalla natura, una quantità sufficiente ad agire e a dare gli effetti richiesti ma, non esagerata da danneggiare la pelle. La miscela di acido glicolico e allantoina, proporzionata anch'esso dalla natura, spiega la rapida rigenerazione cellulare che riduce la possibilità che la pelle si macchi se esposta al sole. In ogni caso è sempre bene, come si fa anche per tutte le formulazioni a base di acidi fruttati, non applicare l'Elicina prima di esporsi al sole nelle ore più calde. Se si hanno problemi di macchie o si ha la pelle molto delicata è pertanto sconsigliata l'applicazione di Elicina durante il periodo di esposizione al sole. Raccomandabile invece, ne è l'uso come coadiuvante nel trattamento dell'acne, perché contrasta efficacemente i suoi inestetismi (cicatrici, segni, pigmentazione più scura, arrossamenti e pelle grassa). Elicina va applicata due volte al giorno in piccole quantità non solo sul singolo brufolo ma su una zona più ampia, massaggiando delicatamente finché non si assorbe. Le proprietà naturali dell'estratto di bava di lumaca indurranno la naturale rigenerazione dei tessuti e il recupero dell'elasticità senza favorire, però, un eccesso di sebo della pelle in quanto non contiene umettanti. Se si è costanti, si possono ottenere risultati anche dopo solo tre settimane di trattamento con una graduale attenuazione dei fastidiosi segni lasciati dall'acne. Si è visto, altresì, che l'effetto dell'azione purificante della bava di lumaca può a volte provocare l'accumulo delle impurità presenti sotto la pelle in un solo punto che sarà, posteriormente liberato dall'azione esfoliante della crema stessa. Si tenga però presente che tutto ciò accade generalmente dopo le prime applicazioni. Se dovesse persistere il problema, circa dopo una settimana, è meglio interrompere l'uso di Elicina. Molti dermatologi in Sud America consigliano l'Elicina anche per prevenire le smagliature o sulle smagliature dal colore rossastro. Nella loro esperienza si è visto che se usata con costanza per almeno 1-2 mesi, i risultati saranno visibili. Per quanto concerne le smagliature mature, bianche e profonde, Elicina può portare ad un'attenuazione soprattutto della colorazione. La crema non è sconsigliata alle donne in gravidanza, il suo utilizzo durante la gestazione sulle zone soggette all'insorgere delle smagliature, può anzi essere un'arma per prevenirle. La capacità di distendere la pelle, di esfoliarla e nutrirla naturalmente fanno di questa crema proteica naturale una formulazione antirughe "Giorno e notte" utilizzabile a tutte le età e per qualsiasi colore di pelle. La solita raccomandazione: applicare solo una piccola quantità due volte al giorno sulla zona interessata dopo averla ben pulita. Se, per esempio, si tratta della fronte, estendere l'applicazione su tutto il viso, compreso il contorno occhi, non più di 2 volte al giorno e in piccole quantità facendo attenzione a non confondere la rapida assorbibilità con l'averne messa poca! Normalmente dopo il primo mese di utilizzo si potranno vedere i risultati sia sulle linee di espressione che sulle rughe. Un po' più di tempo ci vuole invece per registrare risultati sulle cicatrici che, in linea di massima, più sono recenti più rapidamente miglioreranno. Per le cicatrici già vecchie solo un uso costante più prolungato (3-4 mesi) porterà a buoni risultati, ma è certamente molto importante la costanza. Se la cicatrice è in un punto diverso dal viso è possibile applicare la crema anche 3 volte al giorno. La cosa migliore sarebbe cominciare ad applicare l'Elicina subito dopo l'operazione chirurgica quando la ferita è appena rimarginata, perché in caso di cheloidi l'azione avrà bisogno di più tempo e solo allora la parte risulterà di colorito omogeneo con la pelle sana, meno rugosa e appiattita, quasi a diventare impercettibili. La ricordata sinergia fra Acido glicolico, che elimina le cellule morte presenti nello strato corneo, e l'Allantoina, oltre all'apporto nutritivo dei restanti componenti della bava, ne ha consigliato l'uso anche per contrastare tutti i tipi di macchie (lentigo senile, lentigo solare, melasma, macchie lasciate dalla psoriasi, dall'acne, ecc.) due volte al giorno mattina e sera in piccole dosi. Se le macchie si trovano sulle mani, sarà necessario riapplicarla ogni volta che si lavano, ma mai prima dell'esposizione solare specialmente nei casi di lentigo solare o senile, negli altri casi (melasma, segni dell'acne...) è possibile applicarla una sola volta al giorno di sera. Le proprietà naturali della bava di lumacaLa scienza le spiega e la farmacologia chiarisce il ricorso a sostanze naturali per il trattamento e la guarigione di lesioni e inestetismi cutanei. In un precedente numero della nostra rivista abbiamo parlato di alcune formulazioni dermocosmetiche a base di Bava di Lumaca. Alcuni lettori ci hanno chiesto di approfondire le ragioni scientifiche del ricorso a tale sostanza. Per farlo ci siamo rivolti al Prof. Matteo Zanotti Russo, un esperto in analisi dei prodotti cosmetici che insegna nella facoltà di Farmacia dell'Università della Calabria. Le vicende che hanno portato alla scoperta delle pregiate proprietà della bava di lumaca presente in creme dermocosmetiche oggi in commercio in Italia (Elicina) - in particolare l'aspetto straordinariamente sano e i tempi di cicatrizzazione della pelle delle mani degli allevatori - presentate su questa rivista, sono interessanti anche se non differiscono in modo significativo da altre analoghe casualità virtuose che hanno portato all'individuazione di derivati naturali attivi e noti. L'esperienza nell'ambito di sviluppo e analisi di formulazioni e principi attivi innovativi in campo dermocosmetico pone l'esperto di fronte alle esigenze di un mercato estremamente dinamico, sensibile alle novità scientifiche e impegnato nella ricerca di principi funzionali nuovi e interessanti. L'attrazione verso il mondo dei derivati naturali orienta ancora più la ricerca di nuovi principi attivi, e spesso non è difficile ripercorrere idealmente i percorsi più frequenti che portano un derivato naturale dall'uso locale e folcloristico alla ribalta dei laboratori di produzione e delle farmacie. In molti casi le aziende interessate allo sviluppo di nuovi attivi fanno ricorso all'immenso bacino della medicina/dermatologia popolare, sia mediterranea che equatoriale, associando le funzionalità dermatologiche al contributo di immagine fornito dalla novità (piante sconosciute o usi sconosciuti di piante note, spesso gradevoli e inconsapevoli protagoniste del marketing conseguente) e dalla reale ricchezza che i derivati naturali offrono. È il caso della Helix aspersa: nome noto in ambito scientifico, per la quale, la valutazione della composizione e delle proprietà dei derivati presenta invece delle sorprese che differenziano in modo sostanziale questa fonte di principi attivi dai casi analoghi di fonti naturali provenienti dall'uso o dall'esperienza popolare. I lavori scientifici pubblicati in merito alla lumaca domestica sorprendono per quantità e complessità in campi di ricerca molto distanti fra di loro (biologico, ambientale, farmaceutico, tecnico) e permettono di arricchire le conoscenze sul metabolismo di questo piccolo organismo, e di identificare le ragioni della efficacia dei prodotti da esso derivati in campo dermatologico. Alcune delle proprietà correlate alla composizione della bava di lumaca sono strettamente correlate alla sua funzione primaria, che accomuna Helix aspersa agli altri gasteropodi: la locomozione avviene attraverso lo "scorrimento" su superfici scabrose, e la ricchezza della bava in mucopolisaccaridi è giustificata in prima istanza dalle funzionalità meccaniche necessarie alla locomozione e alla difesa (capacità di rimanere fortemente aggrappata a superfici verticali nascosta nel guscio). A tal riguardo sono stati avanzati studi sulla composizione aminoacidica [1] e sulla variabilità dei mucopolisaccaridi nel passaggio da gel scorrevole a gel adesivo, in entrambi i casi allo scopo di valutarne possibili impieghi industriali [2]. Ma lo scorrimento costante della lumaca su superfici dure giustifica la contemporanea funzionalità ristrutturante della bava necessaria alla riparazione dei tessuti della stessa lumaca, confermata da studi analitici afferenti la composizione (allantoina, amminoacidi, collagene ed elastina) e da studi clinici inerenti la funzionalità ristrutturante la cute e antibiotiche nei confronti dei principali patogeni cutanei [3]. Fra le caratteristiche che distinguono l'Helix aspersa dagli altri organismi troviamo poi un"anomala resistenza a potenti inquinanti, come i metalli pesanti [4] o gli idrocarburi policiclici aromatici [5], tale da costituire un metodo di sorveglianza dell'inquinamento, dal momento che tali sostanze non ne influenzano la sopravvivenza e la riproducibilità. Inoltre è stata posta in evidenza una spiccata capacità di modulare la composizione proteica e di antiossidanti [6] necessaria a preservare i tessuti e di sopravvivere al congelamento (fino al 40% del tessuto corporeo congelato) [7]. Nell'ambito di sostanze di derivazione naturale, in linea generale èidentificabile una correlazione diretta (e ben nota) fra le ostilità ambientali e la produzione endogena da parte degli organismi di sostanze e strutture "difensivè' che costituiscono la base pregiata di molti composti estratti (polifenoliche e antiossidanti). I primi studi sulla composizione amminoacidica del collagene presente nella bava di Helix aspersa risalgono al 1959 [1], quando venne identificata la prevalenza di Glicina e Prolina, oltre a quantità rilevanti di Idrossiprolina e Acido Glutammico. È notevole la similitudine nella composizione con i trattamenti topici di ulcere recalcitranti alla cicatrizzazione [8][9], nei quali casi vengonospesso impiegate preparazioni topiche a base di Glicina e Prolina. Un recente studio dimostra come laelevata percentuale di questi 2 residui amminoacidici sia responsabile diretta della conformazione in elastina (versus amiloidina) delle fibre proteiche per via della organizzazione indotta alla matrice dai ponti idrogeno [10]. Oltre alla ben nota e diffusa azione lenitiva dell'Allantoina, è interessante notare la funzione indotta da percentuali moderate di Acido Glicolico come quelle presenti nella bava di lumaca, che contrariamente ad altri attivi simili (come l'acido lattico, salicilico, piruvico o tricloroacetico), inducono una spiccata azione stimolante la produzione cutanea di procollagene e Collagene di tipo I e la proliferazione di fibroblasti [11][12], ulteriormente dimostrata da uno studio che ha evidenziato come l'acido glicolico induca l'espressione dei geni responsabili della produzione di collagene e acido ialuronico [13]. Peraltro è dimostrato che l'impiego di acido glicolico insieme al Collagene esogeno (analogamente a quanto avviene con l'impiego della bava di lumaca) produca effetti sinergici di stimolazione della produzione di Collagene endogeno, maggiore rispetto all'effetto indotto dalle due sostanze separate [14]. In conclusione: i dati sulle caratteristiche metaboliche e istologiche della Helix aspersa muller, oltre a supportare e a chiarire gran parte delle pregiate proprietà dermatologiche rilevate, che ne hanno promosso l'uso e lo studio mediante le verifiche cliniche, permettono di considerare il diffuso organismo come un piccolo bioreattore capace di lasciare sul terreno una miscela insospettabile di sostanze pregiate e altamente efficaci. Farà piacere sapere, infine, che contrariamente al tradizionale allevamento per uso alimentare, l'impiego come "produttrici di mucopolisaccaridi" prevede il recupero e la purificazione della sola bava prodotta al loro passaggio, evitandone in questo caso il sacrificio. Bibliografia
Fonte: www.lapelle.it/ricerca/bava_di_lumaca.htm
Domenico Antonio Veneziano - Via Valverde, 96 - Botticino Sera - Brescia.
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